Tra fiori e soffitti con Giungla


Clash le riconosce forza ed energia, noi l’avevamo sentita diverso tempo fa per radio e abbiamo colto l’occasione al volo: è uscito il nuovo singolo di Giungla, ci abbiamo scambiato quattro chiacchiere parlando di Londra, St Vincent e Bjork, e progetti futuri. Buona lettura!

Be’, racconta un po’ di quest’esperienza con Andrew Savours!

Ho conosciuto Andy l’anno scorso a Brighton dopo un mio live al Great Escape Festival. Appena sono scesa dal palco ci hanno presentati e da lì è nata l’idea di lavorare con lui su alcuni pezzi per la mia prossima uscita. È stata una bellissima esperienza, anche perché in passato ha lavorato con alcuni dei miei chitarristi preferiti (su tutti Nick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs) quindi ho sentito subito di essere in ottime mani. Il suo studio si trova a Willesden Green a Londra, nel vecchio complesso dove si trovavano i leggendari Battery Studios, e tra le varie cianfrusaglie attaccate ai muri all’ingresso c’è perfino una ricevuta di prenotazione ingiallita intestata agli Iron Maiden.

Walk On The Ceiling è un brano nato a Londra, la città ha contribuito al mood del pezzo?

Sicuramente tutto il tempo passato a Londra negli ultimi anni ha plasmato molto la mia musica e la mia mente. È il posto dove ho scoperto quanto mi piace vedere tantissimi live da sola e passeggiare perdendomi per ore come mai avevo fatto. Penso rimanere con sé stessi a volte sia fondamentale per tentare di dire qualcosa agli altri anche inconsapevolmente. Questo pezzo è nato proprio per “dire qualcosa” a qualcuno, dopo tante notti passate a scrivere bozze di testo e pensieri sulle note del telefono, con la luce dello schermo nelle mani e la testa sotto le coperte.

Il sound della canzone riporta in mente l’ultima St Vincent. Ci sono ascolti che ti hanno guidato in studio per la veste sonora del singolo?

È un grandissimo complimento… grazie. In realtà l’ultimo disco di St Vincent mi è molto caro perché quando uscì ho avuto modo di intervistarla come inviata da una rivista musicale italiana e ho avuto modo di iniziare a divorarlo già da prima dell’uscita, ma non saprei dire se sia stato un’influenza diretta. Nello specifico ricordo che in studio abbiamo ascoltato There’s More to Life Than This di Bjork (che è un pezzo registrato live dai bagni del Milk Bar, che suona in maniera veramente assurda), Mia e Peaches. Avevamo in testa la apparente semplicità di certe produzioni che però hanno un gusto pop (ma non in senso convenzionale) e un equilibrio con un cantato più dolce.

Per la prossima primavera è prevista l’uscita di Turbulence. Puoi anticipare qualcosa?

Turbulence racchiuderà tutte le tracce lavorate con Andy e altre registrate in seguito qui in Italia, a Bergamo. Ogni singolo avrà come cover il close up di un quadro della pittrice svedese di base a Venezia Sophie Westerlind che poi andrà ad essere nella sua interezza la copertina dell’Ep. È una collaborazione di cui sono molto grata.